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Un primo progetto della chiesa fu elaborato dall’architetto
Armò, allora famoso, nello stile Liberty, in voga all’inizio
del secolo XX.
I lavori iniziarono nel 1905 ma, dopo che furono eretti i muri perimetrali, vi fu un'inspiegabile pausa trentennale.
I lavori ripresero nel 1935. Il progetto dell’architetto Armò venne modificato perché ritenuto non adatto a una chiesa parrocchiale,
anche perché lo stile Liberty andava tramontando. L’incarico di elaborare un nuovo progetto della chiesa fu affidato all’ingegnere Pietro Scibilia che ne curò la costruzione.
Agli inizi del 1936 la chiesa già ultimata nella sua struttura, ma ancora grezza e priva di locali annessi, viene dal Card. Lavitrano consegnata ai fedeli e al nuovo parroco per continuare i lavori di rifinitura e di completamento.
Negli anni seguenti, con il generoso contributo dei fedeli, furono portati a compimento tutte le rifiniture della chiesa e la costruzione dei locali annessi alla chiesa, come la casa canonica e il salone.
Tali lavori si sono protratti oltre il dopoguerra fino agli anni cinquanta.
Intanto la casa canonica non più abitata è stata adibita a
locali per le attività pastorali parrocchiali. Quindi, nel 1983 viene
acquistato un appartamento attiguo alla chiesa, sito in via Trapani, che
funziona da casa canonica.
A febbraio del 1988 iniziano i lavori di ristrutturazione della chiesa
per un riordino generale, su progetto dell’architetto Girolamo Bellomo.
Tali lavori sono finanziati dall’Assessorato ai Lavori Pubblici
della Regione Siciliana.
Vengono aperte sei finestre sul lato occidentale della chiesa che si
affaccia in Via Trapani. Vengono modificati il presbiterio con le absidiole
laterali, in conformità alle disposizioni della riforma liturgica
del Concilio Vaticano II.
E’ costruito nel presbiterio un nuovo altare in marmo rivolto al
popolo. L’antico altare in marmo col tabernacolo è collocato
nella cappella laterale ovest, dove si conserva l’Eucaristia.
Viene costruito sul lato sinistro del presbiterio l’ambone per
la proclamazione della Parola di Dio e, nella cappella laterale est, il
fonte battesimale. Tutti e tre questi pezzi, l’altare, l’ambone
e il fonte battesimale, sono opera dell’arch. Bellomo. Così
la chiesa ha due cappelle laterali: una del Santissimo e l’altra
del fonte battesimale.
I lavori di ristrutturazione si conclusero alla fine del mese di ottobre
del 1988.
Alcuni anni dopo sono stati costruiti e collocati il confessionale e
gli scanni che costituiscono la sede del celebrante. Tutti e due in legno
di iroco sono opera dell’arch. Girolamo Bellomo, mentre la costruzione
è stata eseguita dal signor Giuseppe Prestifilippo, artigiano palermitano.
Negli anni ottanta e novanta la chiesa si è arricchita di quattro
tele e due statue. Le due tele della seconda metà del 600, di scuola
siciliana, sagomate e con robusta cornice dell’epoca, di m. 2x3, rappresentano
la caduta di Gesù sotto la croce, e un soldato romano a cavallo che
segue il corteo. Un’altra tela del 700 siciliano m. 2,35x4 rappresenta
la Natività del Redentore. La quarta tela di fine 800, di autore
ignoto, rappresenta la Madonna che sparge fiori: misura m. 1,70x2.
La chiesa è dominata da una grande croce di legno posta sotto
il catino dell’abside centrale con un crocifisso ligneo di ottima
fattura della metà del 700.
Piuttosto recente è una statua in terra cotta di S. Giuseppe con
il Bambino in braccio, opera di un giovane scultore parrocchiano, Pippo
Di Cristina.
Nel Natale del 2001 quattro vetrate vengono sistemate nei quattro grandi
oblò laterali della chiesa, su disegni del maestro Riccardo Mazzarino.
Vetrate che illustrano i quattro simboli degli Evangelisti.
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